lunedì 19 febbraio 2018

Memoria e Ricordo 2018, 3

La terza generazione 






Segue da: L'orgoglio di essere italiani


Concludere la serata dedicata al Ricordo é toccato infine a Micol Silic-Benussi, testimone della terza generazione degli italiani d'Istria.
Ai tempi della sua adolescenza si erano già stemperate le asprezze dei primi anni del dopoguerra, vissuti dai nonni e dai genitori, quando la vita dei "rimasti" era sicuramente più difficile e l'italianità guardata sempre con molta diffidenza.
Micol ha parlato di un'adolescenza vissuta per certi versi in modo simile a quella di un coetaneo italiano che viveva al di qua del confine: le amicizie, le passeggiate sulle "rive" e.. la visita ai parenti esuli in Italia. 
Proprio il racconto di uno di questi viaggi, una partenza organizzata in gran fretta dalla mamma, che l'ha mandata da sola dalla zia e dai cugini di Monfalcone, ha dato a Micol l'occasione di approfondire un aspetto che molti hanno probabilmente dimenticato o comunque al tempo sicuramente sottovalutato.
Il 25 giugno del '91 la Slovenia aveva proclamato l'indipendenza: le forze armate confederali invasero il paese ribelle, per la verità con scarso successo, al punto che dopo un conflitto di 10 giorni, la Slovenia ebbe partita vinta e a seguito del trattato di Brioni del 7 luglio, dopo una moratoria di 3 mesi, iniziò la marcia verso l'indipendenza. Chi ricorda in Italia che in quel periodo le frontiere furono chiuse e che anzi furono oggetto di contesa tra le forze slovene e quelle  confederali? intensi combattimenti si svolsero addirittura a Nova Gorica, praticamente un quartiere di Gorizia..
E chi ricorda che nell'ottobre dello stesso anno ebbe inizio una sanguinosissima guerra tra Croazia e Serbia? chi ricorda il massacro di 1400 civili nella Krajina per mano dell'esercito croato e i 200.000 serbi costretti alla fuga da una vera e propria pulizia etnica? la storia insegna ma non ha scolari, scriveva A. Gramsci!
Ma tornando a Micol, per lunghi mesi restò bloccata presso i parenti italiani, mentre i maschi in età di leva partivano anch'essi verso l'Italia, per non trovarsi a dover combattere con l'esercito Croato. 
Al rientro a casa la sua Rovigno, che ricordava luminosa e allegra, invasa dai turisti, era immersa in un'atmosfera livida e cupa, le rive affollate dai figli dei profughi della guerra. E questi suoi coetanei di lingua croata le dicevano: che ci fai qui? questa è casa nostra! Difficile ribattere che in realtà lei, o meglio la sua famiglia, lì c'era da più di sette secoli!
In queste scaramucce verbali tra ragazzi è racchiuso il senso di tutta una storia di guerre, di passaggi di nazionalità, di intrecci di lingue e tradizioni, di migrazioni volontarie, di esodi forzati, di resistenze coraggiose, di abbattimento e di rinascita.
La storia di Micol si chiude con la proiezione di una foto assai significativa: dieci cugini più o meno coetanei, tutti italiani di Rovigno, con un' ulteriore caratteristica in comune, la migrazione in ogni parte d'Italia e del mondo, un destino che i giovani italiani di Croazia condividono con i coetanei italiani al di qua del confine.
    

giovedì 15 febbraio 2018

Memoria e Ricordo 2018, 2


L'orgoglio di essere italiani






E mentre Oleg Mandic viveva i drammatici mesi ad Auschwitz, mille chilometri più a sud, nel martoriato litorale adriatico, occupato dai nazifascisti, la popolazione si apprestava a vivere un altro drammatico epilogo. Di queste vicende Sergio Basalisco ha fornito una puntuale ricostruzione, nella sua lucida e appassionante relazione, che  si potrebbe definire una vera e propria lectio magistralis.
Della sua relazione si può leggere una versione precedente in questo link. E altre informazioni si possono facilmente reperire all'interno di questo blog.   Ma durante l'incontro di Rubano della settimana scorsa Basalisco è stato particolarmente efficace ed ha pronunciato parole nette e definitive sull'intera vicenda delle foibe e dell'esodo, sottraendole ad ogni giustificazionismo ma anche ad ogni retorica revanscista. Ha ricostruito sì gli orrori della politica fascista  nelle zone acquisite dopo la prima guerra mondiale, ha narrato, citando Boris Pahor, degli ignobili tentativi di sradicamento di una cultura e di una lingua altrettanto preesistenti in quei luoghi come quelle italiane, ma ha chiamato col loro nome anche gli infoibamenti: una rappresaglia vera e propria, in nome di un nazionalismo mai sopito, che voleva giungere sino all'Isonzo, e di un intento dichiaratamente intimidatorio verso gli italiani, prefigurando la loro fuga in massa. 
Ma il punto più alto del suo intervento è stato toccato quando, quasi con un grido sommesso, ha esclamato:  "restituiamo l'onore agli italiani morti nelle foibe: non tutti erano fascisti!"
Dopo di lui Ambretta Medelin, vicepresidente della comunità italiana di Rovigno, attraverso l'appassionata descrizione della vivacità della realtà culturale, sociale e linguistica degli italiani, ha fornito ai presenti una seconda importantissima lezione: l'orgoglio di essere italiani. Qualcosa che chi vive e ha sempre vissuto comodamente al di qua della frontiera troppo spesso colpevolmente dimentica!
Dalle sue parole, sommate a quelle di Sergio Basalisco, traspariva un monito che è ben espresso da quanto la comunità italiana ha pubblicato in occasione del giorno del Ricordo: 
Nel Giorno del Ricordo della tragedia degli Italiani dell'Istria, Fiume, Quarnero e Dalmazia, delle vittime delle foibe e dell’esodo della stragrande maggioranza degli italiani autoctoni da queste terre, esodo che provocò una lacerazione crudele e profonda nel nostro tessuto sociale, costringendo esuli e rimasti ad uno smembramento innaturale e perpetuato nel tempo, la nostra Comunità esprime la propria fraterna vicinanza a tutti gli esuli, alle associazioni che li rappresentano, ed in modo particolare ai Rovignesi e alla “Famia Ruvignisa”, ribadendo l’importanza del lodevole rapporto di collaborazione che tutti assieme abbiamo saputo costruire negli ultimi decenni.
Trattasi di un “giorno” che noi tutti, esuli e rimasti, non ricordiamo soltanto una volta all'anno, ma che viviamo quotidianamente, nell'intimità dei nostri affetti e delle nostre famiglie, anche se sparse in giro per il mondo, con la dignità e la forza che ha da sempre contraddistinto le nostre genti
Vogliamo tutti assieme guardare al futuro, nella speranza che la nostra storia possa servire da monito e possa far riflettere sui valori fondamentali dell'umanità.

Continua qui

Articoli correlati:
Il lungo esodo, il quadro storico

Il confine italo-sloveno


Mario Bonifacio, partigiano ed esule

lunedì 12 febbraio 2018

Memoria e Ricordo 2018, 1



Una coincidenza voluta







Tutti i nostri testimoni di quest'anno, sia del giorno della Memoria che di quello del Ricordo, sono istriani, nati in una terra in cui molti abitanti, in meno di 50 anni, hanno cambiato tre  nazionalità: quella asburgica, poi l'italiana e infine quella iugoslava, senza contare i periodi sotto il terzo reich, durante l'occupazione del Litorale Adriatico.  
Non è stato un caso, ma una scelta precisa, finalizzata alla comprensione della complessità di vicende apparentemente slegate ma in realtà unite da un comune denominatore: i nazionalismi e i totalitarismi del secolo breve.

Ma andiamo con ordine.

Il 2 febbraio, davanti ad un pubblico silenzioso, ma attivo, come si è visto alla fine dalle domande, Oleg Mandic ha raccontato ai cittadini di Rubano la sua storia di sopravvissuto ad Auschwitz. Lo stesso aveva fatto la sera precedente con gli studenti e i cittadini di Padova, riuniti al Centro culturale san Gaetano e  in due importanti scuole del territorio:











Oleg Mandic non è di religione ebraica, ma è bene ricordare che la macchina di sterminio ideata dall'imbianchino di Braunau am Inn ha colpito non solo gli ebrei (sei milioni) ma anche i rom, i sinti, gli omosessuali, i testimoni di Geova, i preti cattolici dissidenti, gli avversari politici, i portatori di handicap, la popolazione civile inerme. Agghiaccianti i numeri  raccolti dallo United States Holocaust Memorial:

Oleg Mandic avrebbe potuto essere tra il milione e mezzo calcolato tra i dissidenti politici, in quanto nipote e figlio di resistenti croati.
Circostanze fortuite e la presenza della madre nello stesso campo, ci hanno reso possibile incontrare un Mandic, ancora lucido e combattivo, portatore di una testimonianza dura e crudele, ma mai intrisa di desiderio di vendetta e di odio. Diversi cittadini presenti mi hanno manifestato il loro stato d'animo al termine dell'incontro: era di serenità dopo le nobili parole di Oleg contro l'odio e la sua straordinaria affermazione di avere avuto una vita bella e piena.
Sicuramente ascoltare da pochi metri di distanza un testimone diretto aiuta a comprendere meglio: alla conoscenza della storia attraverso i libri e i documenti si aggiungono le ragioni del cuore, le indefinibili vibrazioni provocate dalla calma, positiva saggezza di Oleg. Ma non basta. In un triste periodo in cui riemergono dalle fogne della storia simboli, ideologie atteggiamenti e soprattutto azioni già viste in un passato non sufficientemente conosciuto e condannato, è necessario porsi qualche domanda e iniziare ad prendere posizioni nette e, se necessario, ad agire:
Ma settantacinque anni fa io mi sarei chiesto come mai scomparivano i miei compagni di scuola? Avrei saputo non girare le spalle al compagno ebreo? Avrei aiutato qualcuno a fuggire? Avrei avuto il coraggio di nasconderlo? Mi sarei rifiutato di essere il macchinista di un treno del binario 21? E se fossi nato tedesco, avrei saputo oppormi alla “bestia umana”?

Facciamolo, altrimenti i nostri figli e i nostri nipoti un giorno ci chiederanno anch'essi:

’ma tu da che parte stavi?” “Da che parte stavi quando sono cominciate a ricomparire le svastiche sui muri?”, “Da che parte stavi quando le teste rasate picchiavano per strada i ragazzi omosessuali?”, “Da che parte stavi quando le croci uncinate sono ricomparse, riempiendole, le nostre piazze?”, “Da che parte stavi quando rabbino era il sinonimo di tirchio e tutti sorridevano?”, “Da che parte stavi quando i miei compagni rom scomparivano dalla classe perché il loro campo era stato sgomberato?”, “Da che parti stavi quando lo zio di Mohamed affogava in mezzo al Mediterraneo?”, “Da che parte stavi quando mal vestiti in centinaia attraversavamo le Alpi per raggiungere la Francia dall’Italia?”, “Papà, ma tu da che parte stavi?”. (Tratto da W. Beccaro).

i chiesto come mai scomparivano i miei compagni di scuola? Avrei saputo non girare le spalle al compagno ebreo? Avrei aiutato qualcuno a fuggire? Avrei avuto il coraggio di nasconderlo? Mi sarei rifiutato di essere il macchinista di un treno del binario 21? E se fossi nato tedesco, avrei saputo oppormi alla “b





mercoledì 27 dicembre 2017

Quattro anni di attività

Una carrellata sulle nostre proposte culturali




Dai primi manifesti artigianali, alla grafica più professionale. Stiamo riassumendo la nostra storia in una brochure pubblicitaria, con la quale ci presenteremo alle scuole, agli enti, alle associazioni. Ecco l'anteprima: 






venerdì 15 dicembre 2017

Bilancio di previsione 2018


Relazione del Presidente




Guardando solo le cifre la situazione apparirebbe poco meno che disastrosa, se ci si sofferma, invece, sul lungo elenco delle iniziative realizzate  nel corso dell'anno 2017 (ben 17) si trovano ampi margini, non solo di consolazione ma anche di orgoglio.
Pronti a ripartire, così  si è espressa l'assemblea del 12 dicembre,  siamo già pronti con nuove idee innovative:   Il concorso letterario, la borsa di studio per giovani musicisti, le testimonianze storiche, le conferenze su temi scientifici, la musica e tanto altro.
Parte da oggi la ricerca dei fondi e la richiesta di collaborazione a tutti coloro che vorranno aiutarci. 

Andamento economico finanziario delle attività dell’e.f.  2017
Nel 2017 sono state svolte le seguenti attività:
  • 26 gennaio, Giornata della Memoria, Istituto Scalcerle:  Oleg Mandic
  • 28 gennaio, concerto a Palazzo Zacco
  • 2 febbraio, Giornata della Memoria a Rubano: Parenzo, Romanin Jacur
  • 9 febbraio, giorno del Ricordo a Rubano, Mario Bonifacio
  • 18 marzo, I profughi nel tempo, Istituto Newton: Basalisco e altri
  • 25 marzo, giorno del Ricordo, Istituto Scalcerle: Basalisco, Zannoni
  • 19-27 maggio, Ist. Comprensivo Tartini:  Oltre i confini, mostra fotografica di F. Malavolta, inaugurazione con CUAMM, Città SO.LA.RE. e profughi
  • 26 maggio, Proiezione del film “ I nostri ragazzi” in collaborazione con L’ottodognimese
  • 16 – 28 Ottobre, Istituto Scalcerle: Oltre i confini, mostra fotografica di F. Malavolta
  • 19 ottobre, Spettacolo di danza “Ballando con le stelle” Teatro ai Colli, Padova
  • 20 ottobre, Incontro di Oney Tapia con gli alunni dell’IC di Mestrino e col pubblico a Rubano
  • 27 Ottobre-  3 novembre - 10 novembre: Concerti d’ottobre, Rubano
  • 18 novembre, Istituto Scalcerle, Incontro degli studenti con  F. Malavolta
  • 24 novembre, IC di Rubano, incontro degli studenti con Michela Gargiulo – Web e comunicazione
  • 24 novembre, I.I.S.  Scalcerle,  incontro degli studenti con Michela Gargiulo – Web e comunicazione
  • 24 novembre, IC di Rubano, incontro serale con Michela Gargiulo – Web e comunicazione
  • 25 novembre, Liceo Cornaro, incontro degli studenti con Michela Gargiulo  sul libro  “Sola con te in un futuro aprile”
Dal punto di vista finanziario l’attività si è purtroppo conclusa con un notevole disavanzo economico, generato prevalentemente dalla stagione di concerti. Quest’ultima iniziativa, ideata con il duplice obiettivo di ampliare la nostra offerta culturale e di precostituire una fonte di finanziamento per la realizzazione delle ulteriori proposte in programma, ha centrato il primo, con ampia soddisfazione di tutti i soggetti coinvolti, ma ha mancato il secondo.
In termini finanziari, infatti, la stagione dei Concerti si è conclusa con un disavanzo di € 1.502,62, nonostante la raccolta di sponsorizzazioni per un importo di € 1.150 e di contributi indiretti quantificabili in ulteriori € 500,00 (€ 200, sconto sull’affitto del  pianoforte;  € 300, sconto  sulla stampa del materiale pubblicitario). La ditta PC apposto, inoltre,  ha curato la distribuzione gratuita di 2500 dépliant.
La gestione finanziaria vede, quindi, una consistenza della cassa  di € 97,40, ma proietta nel successivo esercizio finanziario gli oneri derivanti  dai rimborsi dovuti al presidente a seguito delle anticipazioni da egli volontariamente effettuate per permettere la prosecuzione delle iniziative programmate, senza provocare un disavanzo di cassa. Tali anticipazioni ammontano ai  € 1.156,62.
Esercizio finanziario 2018. Preventivo.
Entrate:
Fondo cassa                                    €       97,40
Quote associative                           €     400,00
Entrate dal concorso ALI’                €     100,00
Entrate da convenzioni                   €     550,00
(IC di Rubano, Scalcerle, ANPI)
Sponsorizzazioni                             €  1.000,00
Totale entrate                    €  2.147,40
Uscite:
Residui passivi                               € 1.156,62
Assicurazione soci                           €    200,00
Acquisti di servizi (pubblicità)         €    300,00
Oneri finanziari (tenuta c/c)          €    150,00
Rimborsi spese a terzi                    €    340,78
Totale uscite                      € 2.147,40
                              
E’ del tutto evidente l’impossibilità di portare a compimento le iniziative già programmate per la conclusione della stagione 2017/2018 se non attraverso ulteriori anticipazioni di spese o la ricerca di nuove e consistenti fonti di finanziamento, che permettano, nello stesso tempo, i rimborsi delle spese pregresse e soprattutto la programmazione e  la realizzazione di ulteriori proposte culturali per la stagione 2018/2019 .

Tra le possibili forme di finanziamento il direttivo propone  l’aumento della quota associativa, da portare almeno ad € 20, stante la necessità, conseguente all'iscrizione all'albo regionale, di sottoscrivere un’assicurazione, che, senza alcun aumento, finirebbe per assorbire interamente l’attuale quota ordinaria.

Ulteriori fonti di finanziamento  sono costituite dal contributo di € 250 dall’ANPI di Padova, che usufruirà degli incontri con Oleg Mandic (Giornata della Memoria) e Rosangela Pesenti (25 aprile), dalla convenzione sinora acquisita con l’Istituto Scalcerle e da quella in via di definizione con l’IC di Rubano.
E’ in corso di trattativa la compartecipazione del Comune di Rubano alle spese di viaggio per Mandic e i rappresentanti della comunità italiana di Rovigno (giorno del Ricordo).
Ma quanto sopra delineato servirà soltanto per rendere possibile il portare a compimento gli impegni già programmati: Giornata della Memoria, Giorno del Ricordo, Anniversario della Liberazione.

Per la messa in atto della nuova proposta per la stagione 2018/2019, che l’assemblea delibererà, saranno ovviamente necessari ulteriori forme di finanziamento o di sponsorizzazione, alla ricerca delle quali si impegna l’intero consiglio direttivo, con l’obiettivo di individuare possibilmente uno sponsor esclusivo, che aderisca alle scelte culturali dell’associazione senza sminuirne l’autonomia decisionale e propositiva o, in subordine,   più sponsor che, con importi minori, sostengano nell'insieme lo sforzo organizzativo.
La realizzazione delle proposte dell’assemblea in merito al nuovo programma sarà ovviamente subordinata all’effettivo reperimento di tali nuove forme di finanziamento.

Rubano,  12 dicembre 2017


Il Presidente

Paolo Menallo

Nuovo Statuto



Iscrizione all'albo regionale





Concluso dopo otto mesi l'iter burocratico per l'iscrizione all'albo regionale delle associazioni: ottenere l'agognato timbretto ormai dovrebbe essere questione di ore. Appena lo riceveremo ci chiameremo APS Storia e Vita (niente in comune con i rifiuti padovani, APS sta per Associazione di Promozione Sociale, secondo la nuova dicitura della riforma del terzo settore).
Per ottenere l'iscrizione abbiamo dovuto adattare lo Statuto, che perciò pubblichiamo nella nuova veste. 

Statuto

Art. 1  Denominazione e sede.

È costituita, nel rispetto del Codice Civile e  del D.lgs. 117/2017 e della normativa in materia, l’Ente del Terzo Settore denominato “APS STORIA E VITA” che assume la forma giuridica di associazione non riconosciuta, apartitica e aconfessionale. L’associazione  ha sede legale in Via Bolzano 13, 35030 – Rubano (Padova). Il trasferimento della sede legale non comporta modifica statutaria, ma l’obbligo di comunicazione agli uffici competenti. 

ART. 2  Statuto

L’associazione di promozione sociale è disciplinata dal presente statuto, ed agisce nei limiti del Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n. 117, delle relative norme di attuazione, della legge regionale e dei principi generali dell’ordinamento giuridico.
L’assemblea delibera l’eventuale regolamento di esecuzione dello statuto per la disciplina degli aspetti organizzativi più particolari. 

ART. 3   Efficacia dello statuto

Lo statuto vincola alla sua osservanza i soci; esso costituisce la regola fondamentale di comportamento dell’attività della organizzazione stessa.

ART. 4 Interpretazione dello statuto

Lo statuto è interpretato secondo le regole della interpretazione dei contratti e secondo i criteri dell’articolo  delle preleggi al codice civile. 

Art. 5  Finalità e attività 

 L’organizzazione esercita in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
Le attività che si propone di svolgere in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi, avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati sono:
Organizzazione di attività culturali e artistiche di interesse sociale con finalità educativa;
Promozione della cultura della legalità  della  pace  tra  i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata. 
Rispondere alle esigenze culturali del territorio, in sinergia con altre associazioni e con le istituzioni locali.
Tenere vivi i valori della Memoria, della Resistenza, dell’antifascismo, della legalità  e della Costituzione.

A tali fini si avvarrà delle  seguenti azioni: 

a) Organizzazione di  esperienze d’incontro, di dialogo e condivisione tra le diverse generazioni, attraverso le testimonianze di protagonisti di grandi eventi storici, sociali e culturali.
b) Promozione di  percorsi di diffusione della cultura musicale e di sostegno a giovani musicisti
c) Organizzazione di corsi di formazione per i soci

 L’associazione opera nel territorio della Regione Veneto. 


Art. 6  Soci e  ammissione 

Sono ammesse all’associazione tutte le persone fisiche che ne condividano le finalità e ne accettino lo Statuto e il Regolamento interno.  
L’organo competente a deliberare sulle domande di ammissione è l’Assemblea, che in caso di diniego dovrà fornire adeguate motivazioni.  In caso di rigetto della domanda, l’organo di amministrazione comunica la decisione all’interessato entro 60 giorni, motivandola. L’aspirante socio può, entro sessanta giorni da tale comunicazione di rigetto, chiedere che sull'istanza si pronunci l'assemblea in occasione della successiva convocazione. 
Il richiedente, nella domanda di ammissione, dovrà specificare le proprie complete generalità e impegnarsi a versare annualmente la quota associativa.
L’adesione all’associazione è annuale; le quote versate non sono rimborsabili, fatta eccezione per i casi di diniego deliberati dall’Assemblea.
Sono ammesse cinque categorie di soci:
Fondatori: coloro che hanno sottoscritto l’Atto costitutivo e il primo Statuto associativo;
Ordinari: coloro che versano la quota associativa, annualmente stabilita dall’assemblea;
Sostenitori: coloro che oltre alla quota associativa, erogano contribuzioni volontarie straordinarie;
Benemeriti: soci nominati dall’Assemblea per meriti particolari acquisiti a favore dell’Associazione;
Giovani: soci di minore età, ammessi nell’Associazione con parità di diritti e doveri dei Soci ordinari, ma il cui diritto di voto è esercitato da un genitore.

Art. 7  Diritti e doveri degli associati

Tutti gli associati  hanno il diritto di:
partecipare alle assemblee;
eleggere  le cariche sociali;
essere eletti alle cariche sociali;
essere informati sulle attività dell’Associazione;
essere rimborsati per le spese effettivamente sostenute nello svolgimento delle attività prestate in favore dell’Associazione.
Gli associati devono versare la quota sociale, che è intrasmissibile e rispettare lo Statuto e l’eventuale regolamento interno.
Gli aderenti svolgeranno la propria attività nell’Associazione in modo volontario e gratuito, senza fini di lucro, anche indiretto, secondo le disponibilità personali di tempo e le proprie competenze.


 ART. 8  Qualità di volontario

La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’associazione. 

Art. 9   Recesso ed esclusione dei soci.
Il socio può recedere dall’Associazione mediante comunicazione scritta all’organo competente in base al regolamento.
In caso di mancato versamento della quota associativa, il socio viene escluso a partire dal semestre successivo al mancato pagamento. 
L’esclusione può essere deliberata secondo modalità stabilite dall’eventuale regolamento anche per altri gravi motivi  o per  aver contravvenuto ai doveri stabiliti dallo Statuto o dal regolamento stesso. In mancanza di regolamento l’esclusione viene proposta dal direttivo all’assemblea.
L’esclusione deve sempre essere deliberata dall’assemblea con voto segreto e dopo aver ascoltato le motivazioni dell’interessato.

Art.10  Organi sociali.

Gli organi sociali dell’Associazione sono:
L’Assemblea dei soci
Il Consiglio direttivo
Il Presidente
Tutte le cariche sociali sono assolte a titolo interamente gratuito.

Art. 11  Assemblea

L’Assemblea è l’organo principale dell’Associazione ed è composta da tutti i soci.
È convocata almeno una volta all’anno dal Presidente o da chi ne fa le veci, mediante avviso a mezzo posta elettronica, contenente l’o.d.g. e inviato almeno 10 giorni prima della data prevista.
L’Assemblea è convocata anche su richiesta di almeno 2/3 dei soci o quando il Consiglio direttivo ne ravvisi la necessità. 
L’assemblea può essere ordinaria o straordinaria; è straordinaria quella convocata per la modifica dello Statuto e lo scioglimento dell’Associazione, mentre è ordinaria in tutti gli altri casi.
 I voti sono palesi, tranne quelli riguardanti le persone.
Delle riunioni dell’assemblea è redatto il verbale, sottoscritto dal Presidente e dal verbalizzante e conservato presso la sede dell’associazione, in libera visione a tutti i soci. 

Art.   12 Compiti dell’Assemblea

L’Assemblea deve:
Provvedere alla nomina del Consiglio direttivo;
Delineare gli indirizzi generali dell’attività dell’Associazione;
Approvare gli eventuali regolamenti che disciplinano la vita e le attività dell’Associazione;
Deliberare su ogni altro argomento all’o.d.g. proposto dal Consiglio o dai soci, previa comunicazione preventiva al Presidente;
Fissare l’importo delle quote associative;
Approvare annualmente il conto consuntivo e il bilancio preventivo;
Deliberare sulla destinazione degli utili di gestione;
Deliberare sulle modifiche dello Statuto;
Deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la destinazione degli eventuali fondi residui. 
deliberare sugli altri oggetti attribuiti dalla legge, dall'atto costitutivo o dallo statuto alla sua competenza. 


Art. 13  Validità dell’assemblea

Ogni socio ha diritto ad un voto, esercitabile anche mediante delega apposta in calce all’avviso di convocazione, per l’approvazione del bilancio di previsione, del conto consuntivo e delle modifiche statutarie, per la nomina del Consiglio Direttivo e per deliberare lo scioglimento dell’Associazione stessa.  
L’assemblea ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione se è presente la maggioranza dei soci aventi diritto di voto, in seconda convocazione, da tenersi anche nella stessa giornata, qualunque sia il numero dei presenti, di persona o con delega. Non è ammessa più di una delega per socio.
L’Assemblea straordinaria è regolarmente costituita con la partecipazione di presenza o tramite delega dei 2/3 dei soci aventi diritto di voto e procede alle modifiche dello Statuto con il voto favorevole della maggioranza. L’assemblea straordinaria procede altresì allo scioglimento dell’associazione e alla devoluzione del patrimonio con i voti favorevoli dei ¾ dei soci. (maggioranza inderogabile)  

Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria e straordinaria, con l’eccezione di cui al comma precedente attinente allo scioglimento e alla devoluzione del patrimonio,  vengono approvate a maggioranza dei voti espressi personalmente dai presenti o mediante delega, in modo palese, con eccezione di quelli riguardanti le persone o in tutti i casi in cui l’Assemblea lo ritenga necessario e lo deliberi a maggioranza.

Art. 14 Verbalizzazione.

Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea sono riassunte in un verbale redatto da un componente dell’Assemblea appositamente nominato dal Presidente, che lo sottoscrive anch’egli.  Ogni socio ha diritto di consultare il verbale e di trarne copia. 

Art. 15  Organo di amministrazione: Consiglio direttivo.

L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo, composto da un minimo di 3 sino ad un massimo di 7 consiglieri, eletti dall’Assemblea e comunque in numero dispari. 
I consiglieri devono essere aderenti all’Associazione; l’incarico dura 3 anni e può essere rinnovato per un massimo di quattro mandati consecutivi.
Qualora, per qualsiasi motivo, venga meno contemporaneamente la maggioranza dei consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo si intende decaduto e va rieletto.
In caso di cessazione, per qualsiasi motivo, di un membro del Consiglio Direttivo, si procede alla cooptazione sino alla riunione della successiva Assemblea che procede alla sostituzione del consigliere cessato. Il nuovo Consigliere eletto rimane il carica per il medesimo tempo residuo del consigliere cessato.
Il Consiglio Direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei componenti.  Se il consiglio direttivo è composto da soli tre membri, esso è validamente costituito quando sono presenti tutti.
Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione e compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria gestione, demandatagli dall’Assemblea; in particolare ad esso sono attribuite le seguenti funzioni:
a) La gestione dell’Associazione in ogni suo aspetto, secondo gli indirizzi delineati dall’Assemblea;
b) La predisposizione dei programmi annuali di attività;
c) L’elezione  del Presidente e del vice-Presidente tra i componenti del consiglio direttivo;
d) La nomina del Segretario e del Tesoriere da scegliere tra gli associati;
e) L’ammissione all’associazione di nuovi soci;
f) La predisposizione del bilancio e del rendiconto.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qual volta questi lo ritenga necessario, oppure quando ne sia fatta richiesta dalla maggioranza assoluta dei consiglieri.
Il Consiglio direttivo è presieduto dal Presidente e in sua assenza dal vice-Presidente; in assenza di quest’ultimo dal Consigliere più anziano d’età.
Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono assunte a maggioranza dei presenti; l’astensione si computa come voto negativo.  

Art. 16 Il Presidente

Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’associazione nei confronti di terzi e in giudizio.
Il Presidente dell’Associazione ha il compito di:
a) Presiedere l’Assemblea degli associati e il Consiglio Direttivo, sia in caso di convocazioni ordinarie che straordinarie, curando l’esecuzione delle relative deliberazioni;
b) Sorvegliare il buon andamento amministrativo dell’Associazione, verificando l’osservanza dello Statuto e del Regolamento e ne promuove le modifiche ove se ne presenti la necessità;
c) Sottoscrivere tutti gli atti amministrativi per conto dell’Associazione;
d) Aprire e chiudere conti correnti bancari e postali;
e) Conferire ai consiglieri, agli associati o a persone esterne, procure speciali per la gestione e il coordinamento delle varie attività, previa approvazione del Consiglio Direttivo;
Il Presidente dura in carica 3 anni e può essere rinnovato per un massimo di 4 mandati consecutivi.

Art. 17 Risorse economiche

Le risorse economiche dell’Associazione sono costituite, secondo quanto previsto dalla legge 383/2000, art. 4,  da:
a) quote e contributi degli associati; 
b) eredità, donazioni e legati; 
c) contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari; 
d) contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali; 
e) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati; 
f) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali; 
g) erogazioni liberali degli associati e dei terzi; 
h) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi; 
g) ogni altra entrata ammessa ai sensi del D.Lgs. 117/2017. 
I proventi non possono essere suddivisi tra gli associati anche in forme indirette.
L’adesione all’Associazione non comporta obblighi di finanziamento o esborsi ulteriori rispetto al versamento della quota annua di iscrizione. E’ comunque facoltà degli aderenti all’Associazione effettuare versamenti ulteriori rispetto a quelli originari ed a quelli annuali.
Il versamento non crea altri diritti di partecipazione e non crea quote indivisibili di partecipazione, trasmissibili a terzi, né per successione a titolo particolare, né per successione a titolo universale, né per atti tra vivi o per causa di morte.

Art. 18 Divieto di distribuzione degli utili e obbligo di utilizzo del patrimonio

 L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la propria vita ai sensi dell’art. 8 comma 2 del D.Lgs. 117/2017 nonché l’obbligo di utilizzare il patrimonio, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate, per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento delle finalità previste.  

Art. 19 Rendiconto economico finanziario. Bilancio

 I documenti di bilancio dell’Organizzazione sono annuali e decorrono dal primo gennaio di ogni anno. Sono redatti ai sensi degli articoli 13 e 87 del  D. Lgs. 117/2017 e delle relative norme di attuazione.
Il bilancio è predisposto dall’organo di amministrazione e viene approvato dall’assemblea ordinaria entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio cui si riferisce il consuntivo. 
Il rendiconto è composto da tutte le entrate e le spese sostenute durante l’anno. Il bilancio preventivo contiene le previsioni di spesa e le entrate per l’esercizio finanziario successivo.
Il conto consuntivo deve essere approvato dall’Associazione entro il 30 aprile dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio finanziario.
Il rendiconto economico finanziario è predisposto dal Consiglio Direttivo e approvato dall’Assemblea generale ordinaria con le maggioranze previste dallo Statuto; il rendiconto è depositato presso la sede dell’Associazione almeno 10 giorni prima dell’Assemblea e può essere consultato da ogni associato.

 ART. 20 Bilancio sociale

E’ redatto nei casi e modi previsti dall’art. 14 del D. Lgs. 117/2017.

ART. 21 Assicurazione dei volontari

I soci volontari che prestano attività di volontariato sono assicurati per malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso i terzi ai sensi dell’art. 18 del D. Lgs. 117/2017. 


Art. 22  Libri dell’Associazione

Oltre alla tenuta dei libri prescritti dalla legge, l’Associazione tiene i libri verbali delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo, nonché il libro degli aderenti all’Associazione.
I libri dell’Associazione sono visibili a chiunque ne faccia motivata istanza e le copie richieste vengono fornite dall’Associazione a spese del richiedente.

Art. 23 Durata, scioglimento dell’Associazione e devoluzione del patrimonio

L’Associazione ha durata illimitata.
L’eventuale scioglimento dell’Associazione può essere deciso soltanto dall’Assemblea con le modalità di cui agli art. 7 e 9 dello Statuto. In caso di scioglimento per qualunque causa, l’Associazione avrà l’obbligo di devolvere il proprio patrimonio a fini di utilità sociale.  

Art. 24 Avanzi di gestione

L’Associazione ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Art. 25 Clausole compromissorie

Qualunque controversia sorgesse in dipendenza dell’esecuzione o interpretazione del presente Statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa al giudizio di un arbitrato amichevole che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale. L’arbitrato sarà scelto di comune accordo dalle parti contendenti; in mancanza di accordo in merito alla nomina dell’arbitrato, provvederà il Presidente del Consiglio Direttivo.

Art. 26 Consorzi e coordinamenti

L’Associazione, al fine di assicurare il più completo conseguimento dei compiti statutari, può consorziarsi con altre associazioni che operano nel medesimo ambito o con le Pro-loco della zona.

Art. 27 Disposizioni finali

Per tutto ciò che non è espressamente previsto dal presente Statuto si applicano le disposizioni previste dal Codice Civile e dalle leggi vigenti in materia. 

Rubano, 12 dicembre 2017