martedì 30 maggio 2017

Migrazioni, le cause 1



Le migrazioni attuali, le cause








Dall'intervento di Daria Fallido, responsabile comunicazione città so.la.re all'apertura della mostra di F. Malavolta



Chi siamo
Siamo una cooperativa sociale attiva, dal 1997, fondata da Caritas, ACLI e Cooperativa Nuovo Villaggio
Obiettivi
üDare una seconda possibilità a chi si trova in situazione di disagio sociale
üReintrodurre nella società persone che hanno passato un periodo di crisi e disagio personale, economico e lavorativo
üInserire o reinserire nel mondo del lavoro persone che non ce l’hanno e sono in situazione di forte disagio.
Cosa facciamo
üInserimento lavorativo: per farlo abbiamo attivato molteplici attività economiche (hotel, raccolta indumenti usati, raccolta rifiuti, assemblaggio, ristorante…)

üAccoglienza: turismo sociale, persone in disagio abitativo, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale

Un mondo in crisi



La situazione: le guerre e i conflitti

Attualmente:
62 Stati sono coinvolti in guerre internazionali o interne
Africa
ü25 Stati coinvolti in guerre
üEgitto: instabilità successiva alla rivolta del 2011
üMali: continui scontri con i tuareg e le milizie islamiche
üNigeria: attacchi delle milizie islamiche
üRepubblica Centrafricana: guerra civile
üRepubblica democratica del Congo: razzie di gruppi armati nelle regioni orientali
üSomalia: guerra civile in corso dal 1991
üSudan: scontri tra l’esercito e le milizie ribelli
üSud-Sudan: conflitto etnico
Asia
ü15 Stati coinvolti in guerre
üAfghanistan: guerra in corso dal 2001
üBirmania-Myanmar: guerra civile tra l’esercito e l’etnia Kokang
üFilippine: dal 1990 continui scontri tra guerriglieri comunisti e l’esercito locale
üPakistan: scontri tra l’esercito e le milizie antigovernative (in particolare Al Quaida)
Thailandia: violenze successive al colpo di stato del 2014

Europa
ü9 Stati coinvolti in conflitti
üUcraina: guerra civile tra ribelli filo-russi ed esercito regolare
üCecenia: scontri tra l’esercito russo e miliziani indipendentisti
üDaghestan: attacchi da parte di milizie islamiche

Medio oriente
ü8 Stati coinvolti in guerre
üPalestina-Israele: guerra in corso dal 1948
üIraq: scontri tra governo locale e milizie islamiche (in particolare ISIS)
üSiria: guerra civile in corso dal 2011
üYemen: scontri tra l'esercito regolare e le milizie islamiche che, a loro volta, combattono tra loro

Americhe
ü5 Stati coinvolti in conflitti contro gruppi separatisti, cartelli della droga, milizie locali
üColombia: guerra civile in corso dal 1964 
üMessico: continui scontri tra l'esercito locale e i cartelli della droga

La situazione: le guerre e i conflitti

Giallo: indica guerre che hanno causato meno di 1.000 morti nell'ultimo anno
Rosso: conflitti che da gennaio 2014 hanno causato 1000+ morti


La situazione: repressione del dissenso
Paesi in cui le autorità hanno messo al bando le proteste e arrestato arbitrariamente oppositori politici, difensori dei diritti umani e giornalisti
In Africa:
üEritrea
üEtiopia
üGambia
üAngola
üBurundi
üCiad
üCongo
üCosta d’Avorio
üSudafrica
üTogo
üZimbabwe
üNiger
üTanzania
üUganda
üZambia
üGuinea

In nord Africa e Medio oriente:
üAlgeria
üMarocco
üEgitto
üBahrein
üKuwait
üOman
üEmirati Arabi
üQuatar
üGiordania
üIran
üArabia Saudita

In Europa e Asia centrale:
üRussia
üAzerbaigian
üKazakistan
üUzbekistan
üTurkmenistan
üUcraina
üGeorgia
üTurchia

La situazione: gruppi estremisti
Secondo il GTD – Global Terrorism Database il continente africano negli ultimi anni è stato martoriato da una lunga serie di attacchi terroristici (circa 2.000 l’anno)
üIS: Libia, Egitto, Tunisia
üBoko Haram: Nigeria, Niger, Camerun, Ciad
üAl shabbab: Somalia, kenya
üAqmi: Algeria, Mali, Burkina Faso
üAnsar Eddine: Mali
üConsiglio della Shura dei Rivoluzionari di Bengasi: Libia
üMujao: Mali, Niger



domenica 21 maggio 2017

Il grande cinema a Rubano: Alessandro Gassmann v/s Richard Gere...





Ed io come mi sarei comportato?














Venerdì 26 maggio, ore 20.30,
Auditorium dell'Assunta - Via Palù, Rubano.
Ingresso libero.

I NOSTRI RAGAZZI -   2014
Regia di  Ivano De Matteo
Interpreti: Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno, Barbora Bobulova.
Presentato al Festival di Venezia  nella “Giornata dell’autore”.
Segnalato al Nastro d‘argento e al Davide di Donatello.

Il film si apre con un episodio di quotidiana follia: un litigio tra automobilisti  finisce in tragedia.  Il  fatto  coinvolge due fratelli. Paolo, pediatra generoso e altruista, ha in cura una delle vittime dell’incidente e Massimo, avvocato penalista quotato e sufficientemente cinico, è il difensore del colpevole dell’omicidio. 
La moglie  di Paolo è una donna che  lavora, colta, borghese con un non troppo  mascherato senso di superiorità nei confronti della moglie di Massimo, che si presenta come il concentrato della futilità. Due nuclei familiari, in un rapporto di  latente rivalità, con  stili di vita profondamente diversi,  ispirati ad una inconciliabile visione dei valori  sociali.

Un secondo fatto di cronaca, riportato dalla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto”,  coinvolge ancora le due famiglie. Una povera barbona è presa  a pugni e calci ed è lasciata morta per strada.  I responsabili di questa bestiale bravata sono i due cugini, la figlia di Massimo ed il figlio di Paolo. Ancora una volta  i due fratelli  sono coinvolti da un fatto di violenza che ora, però,  entra profondamente nel loro tessuto familiare, sconvolgendo le relazioni e portando alla luce una situazione di incomunicabilità e di estraneità tra genitori e figli.
Succede poi  che,  per caso, Massimo ascolti un colloquio tra i due cugini e scopra così una figlia che non conosce: una persona opportunista e totalmente priva di moralità.
Il padre ne  rimane profondamente sconvolto, cambia atteggiamento nei confronti delle colpe dei ragazzi,   rivelando, così, che i caratteri paterni non sono poi così definiti.
Il film, condotto in un crescendo di tensione e di conflittualità, si conclude con un  finale a sorpresa, per alcuni assolutamente inopportuno e deludente. Il regista non vuole o non può proporre una soluzione ad una situazione dilemmatica. Si costringe, così, lo spettatore a porsi una domanda: “E io come mi sarei comportato?”
Ottaviano Lorenzoni

Oltre i confini, 3 - Le immagini

Si dipana il filo rosso che lega gli orrori delle frontiere dell'Europa

Reception

La dirigente scolastica


Il pubblico 

Maurizio, Oscar, Daria, Paolo, Hossain, Soro




Oscar e Daria

Hossain, poco prima dell'applauso che ha chiuso l'intervento
La mostra resta aperta al pubblico tutti i pomeriggi dalle 16.30 alle 18.30 sino al 26 maggio. 


giovedì 18 maggio 2017

Oltre i confini, 2












Una scelta di speranza

A contorno della mostra fotografica "Oltre i confini" l'associazione Storia e Vita ha promosso la proiezione del docufilm "Una scelta di speranza" del regista Alberto Still, girato all'interno di un centro di  accoglienza occupato.

Questa opera preannuncia emozioni forti per le scene uniche che lo caratterizzano, ma offre uno spaccato della realtà della nostra città che non può essere ignorato.
La storia vera, oggetto del libro “Come sono diventato vedente non vedente, vita da orfani” di Florence K. è affrontata e documentata in questo docu-film girato dal regista Padovano con esperienza internazionale Alberto Still.
Al centro del documentario, il percorso di vita di un ragazzo Eritreo che, rifiutando la beneficenza di stato, compie tutti gli sforzi di studio e di lavoro per inserirsi in Italia fino a crearsi una famiglia.
Approdato in Italia dopo essere rimasto orfano, Sahle, eritreo di vent'anni, dati i costi di alloggio scopre l'impossibilità di arrivare a fine mese con i pochi soldi guadagnati. Da qui inizia il racconto Una Scelta di Speranza, che rivela gli sforzi di integrazione necessari a integrarsi di un profugo volenteroso e onesto, che decide di andare a vivere in un centro di accoglienza senza acqua corrente e senza riscaldamento, per riuscire a far quadrare i conti.
Il docu-film è sviluppato in tecnica mista con riprese di reportage, ricostruzioni in docu-fiction e interviste.
Le interviste con opinioni e testimonianze, sono rafforzate dagli episodi testimoniati direttamente dalla macchina da presa, in prima persona. Il regista vive a contatto diretto e racconta la situazione sul campo anche con l'ausilio di telecamere nascoste per trasmettere immagini che catapultano lo spettatore direttamente nel viaggio di una realtà quotidiana forte e disillusa dove la speranza combatte e vince contro la disperazione.
Con testi originali in inglese e italiano, il documentario apre uno squarcio su una realtà scomoda che molta politica sembra avere caparbiamente rimosso. Il fotografo e l'autrice hanno seguito sistematicamente in lungo e in largo il percorso di un volonteroso immigrato determinato a integrarsi in Italia. Ne risulta una mappatura di sforzi, vissuti e luoghi abbandonati all'incuria e affidati agli sforzi volontari e di speranza, dei singoli individui.
Immagini non celebrative che offrono riflessioni e confronti tra le contraddizioni di una casa occupata, infangata in uno stato insalubre e disumano, a pochi metri da alberghi di lusso e da quartieri fieristici.
Riflessioni che vanno a insistere sugli sforzi necessari per integrarsi, al di là della ricerca di immagini di impatto giornalistico e al di là della retorica religiosa, del fondamentalismo islamico della spettacolarizzazione della guerra.
Alberto Still è entrato all'interno del centro d'accoglienza, girando immagini di un microcosmo scioccante al paragone dei proclami politici in Europa e nel mondo.
Le immagini sono esclusive, partendo dal presupposto che il regista è l'unico fotografo e professionista dei media che è riuscito a entrare, con l'approvazione degli ospiti rifugiati, e filmare all'interno della casa occupata.
Le foto testimoniano meticolosamente esterni e interni di questi edifici e le diversità degli stili di vita dei rifugiati, in violenta contraddizione col destino opposto dei colossi economici che li circondano a pochi metri.
Da un lato del marciapiede, grattaceli e immobili di pregio, perfettamente tenuti e funzionati, che ospitano alberghi di lusso, fiere, cliniche di chirurgia estetica e redazioni. Dall'altro lato del marciapiede, un edificio abbandonato e in completa rovina.
Merito di questo documento visivo è anche l'avere fermato nelle immagini, prima dell'oblio, la storia e le vite in un luogo che ha segnato l'esistenza di persone in fuga dalla disperazione.
Un documentario pertanto tragicamente prezioso, che raccoglie le uniche immagini mai girate in un centro di accoglienza occupato (per la precisione, nella città di Padova), prima dello sgombero.
Il film e' stato finanziato dalla Fondazione Studi Bressan, da sempre impegnata nella promozione sociale a Padova, con corsi di formazione per adulti. Molte scene sono state riprese a Padova, da Prato della Valle
alla scuola Petrarca.
Nella colonna sonora del film, tra le arie interpretate, insieme al tema principale FOSSILS, del maestro KYLE PRESTON di Seattle - Washington, anche la canzone d'amore PRETEND AND WALK OUTSIDE, scritta e interpretata da KRACKATOA, compositore Britannico trasferitosi in Nuova Zelanda.
Al termine della proiezione, il regista incontrerà gli alunni della classe terza dell'Istituto Tartini assieme ad alcuni giovani migranti che racconteranno in modo semplice e diretto la propria esperienza.




sabato 6 maggio 2017

Oltre i confini, 1


A quegli occhi, a quelle urla non ti abitui mai.










La nostra associazione sarà protagonista a metà mese di un'importante iniziativa presso la scuola Tartini di Padova. 
Con la collaborazione della Cooperativa Città so.la.re. allestiremo una mostra fotografica con i lavori di Francesco Malavolta, un fotoreporter, che da anni lavora per documentare i drammi dell'emigrazione, dei salvataggi in mare, dei respingimenti ai confini orientali d'Europa. 

Come narra egli stesso in numerose interviste, il suo lavoro iniziò venti anni fa a Brindisi, quando arrivarono in massa decine di migliaia di albanesi. E' proseguito poi in molti luoghi al centro di drammi umanitari: l'ultimo, quello, dei salvataggi e delle morti quotidiane nel mediterraneo centrale. 


Un lavoro che potrebbe ormai essere routine, ma che tale per lui non è mai diventato: Francesco osserva gli occhi prima di scattare e in quegli occhi legge una storia, che va colta, valorizzata, raccontata e fatta conoscere. 

D'altra parte, sostiene: "a quegli occhi, a quelle urla, non ti abitui e non ti devi mai abituare". Forse un breve viaggetto d'istruzione insieme a lui potrebbe insegnare molto a chi straparla di ONG e  di interessi occulti su cui Malavolta per primo vorrebbe che fosse fatta chiarezza al più presto. In questo link le sue parole

Le sue foto, protagoniste di quattro mostre organizzate dai comuni padovani che aderiscono allo SPRAR,  da maggio e sino a fine anno saranno al centro di  iniziative didattiche e culturali degli istituti padovani, primo tra tutti il comprensivo Tartini.